2009
Prodotto da Tim Barton Timur Bekmambetov
Regia di Shane Acker
Se pensate che questo sia il solito film animato di fantascienza in cui si assiste al rovesciamento del sistema mondo a causa della ribellione delle macchine contro l’uomo, vi sbagliate.
Il personaggio di Tin Tin non ha bisogno di presentazioni, basta ricordare le letture della nostra infanzia per rivivere l’immensità “avventurosa” della creatura di Hergè, che forse riesce a competere nell’immaginario collettivo solo con il primo Topolino (quello di Floyd Gottfredson, per intenderci).
Liberamente ispirato a Il cuoco prigioniero di Roberto Piumini, il film mette in scena, in una meravigliosa Napoli del 1700, disegnata come un presepe dall’inconfondibile tratto di Emanuele Luzzati, la storia di Totò Sapore, ragazzo squattrinato, ma animato da un grande sogno, quello di diventare un cuoco famoso.
Accade che incappando per caso in questo film, ci si cominci a chiedere se la vera poesia animata sia davvero di casa tra gli immensi studios di Hollywood o tra questi lievi quanto meravigliosi cartoni animati che escono regolarmente e (da noi) quasi in sordina grazie allo Studio Ghibli.