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Alice è confusa, suo fratello Riccardo non è più lo stesso: esce fino a notte inoltrata, si è rasato la testa, indossa solo anfibi pesanti e abiti lugubri e neri. Quando poi la porta di Norbert, il loro vicino di casa ebreo, viene sfregiata con la svastica nazista, i suoi sospetti diventano sempre più fondati. Aiutata da Emeka, il suo migliore amico, e da Norbert, scoprirà che Riccardo è entrato a far parte dei Nibelunghi, un gruppo di naziskin dalle intenzioni per niente pacifiche.
Una storia di razzismo che pone il problema del negazionismo storico usando un linguaggio semplice e una trama dal sapore avventuroso, il cui finale porterà alla “scelta giusta” di Riccardo e a una nottata di orrore ed eroismo.
Buon ritmo e personaggi convincenti, una periferia romana multicolore, una vicenda di fantasia che assomiglia troppo a reali episodi di cronaca. Interessante e nuova la prospettiva in cui viene presentata la tragedia della Shoah, un libro che si fa leggere d’un fiato. (m.s.) |