A volte è molto molto meglio crescersi da soli. Soprattutto se capiti con un padre un pò diverso e purtroppo malato di bipolarismo e una madre che preferisce tagliare la corda. E’ così che Miranda è arrivata a 16 anni, quasi 17, praticamente sola e di fatto sconosciuta ai servizi sociali, che lei stessa ha abilmente ingannato sul suo totale stato di abbandono. Ma Miranda ha perso della sua infanzia non solo una famiglia in grado di sostenerla ma anche la fiducia e la speranza in un futuro imprevedibile, che arriva sempre senza preavviso e sotto mentite spoglie.
Tutto cambia infatti quando Charlie, suo padre, torna a casa dalla clinica psichiatrica. Miranda è letteralmente travolta da schegge di ricordi che gli si conficcano nuovi nel cuore grazie ad un altro folle progetto di Charlie: sta lavorando infatti all’identificazione del luogo di un tesoro perduto e nascosto proprio nel loro quartiere alla metà del XVII secolo.
“I genitori hanno un vantaggio rispetto a noi figli: noi vogliamo credere in loro. E anche quando non gli crediamo più, vogliamo comunque restargli accanto”.
E’ con questo pensiero che inizia per Miranda una nuova vota, accanto a Charlie. E quel tesoro che alla fine scoveranno, perdendo ognuno di loro una parte del proprio essere a vantaggio dell’altro, sarà, più di ogni altro bene materiale, la consapevolezza che per vivere davvero bisogna credere oltre ogni limite.
Un film speciale in cui giganteggiano i meravigliosi protagonisti, interpretati magistralmente da Michael Douglas, per Charlie, e da Evan Rachel Wood, per Miranda. Un film sulla fragilità tutta umana dell’essere genitori ma soprattutto sulla potente capacità dei ragazzi di essere migliori di quanto i grandi possano mai immaginare.