Federico Moccia ormai da qualche tempo è considerato uno dei massimi scrittori italiani per ragazzi, ma secondo me, più che uno scrittore è invece un business man (uomo d’affari) a tutti gli effetti.
Ha aperto il suo negozio “Amori” a Roma e ha girato vari film come regista, ma sembra tutto un affare mirato a far vendere più libri e a far entrare il “marchio Moccia” nelle menti delle ragazzine che ormai scrivono kuesto con la k ed esprimono i propri sentimenti in codici assurdi che nemmeno la CIA o l’FBI riuscirebbero a decifrare, tipo: TVUCDMDB o IETXSFAU (ti voglio un casino di mondo di bene o io e te per sempre fino all'ultimo).
Con i suoi “Tre Metri sopra il cielo” e “Amore 14” sembra voler far credere alle ragazzine di oggi che l’amore è qualcosa di standard, ordinario e basilare. Invece l’amore è probabilmente l’esatto opposto, cioè una scoperta capace sempre di emozionare. L’amore non ha una sua logica razionale, nonostante Moccia voglia farci credere il contrario, soprattutto nel suo libro “Amore 14”.
Voglio dire, un romanzo dovrebbe rispecchiare almeno qualche verità, basarsi su qualcosa di vero o almeno di plausibile. Chi tra noi comuni mortali incontra un ragazzo affascinante alla Feltrinelli di Roma? Che oltretutto regala un CD di James Blunt a una sconosciuta, con la crisi che c’è in giro oggi... L’unica cosa che un ragazzo mi abbia mai regalato è stato un Bacio Perugina, che costa 50 centesimi e non 25 euro come un CD.
Poi Carolina – la protagonista – perde pure il cellulare con il contatto del ragazzo. Un perfetto sconosciuto che poteva anche essere uno psicopatico, per quanto ne poteva sapere lei. E capisco che Roma sia grande e che lei doveva ritrovare il ragazzo misterioso ma io a 14 anni non avevo certo il permesso di andare in scooter e fare tardi la sera come una ventenne, e forse molte quattordicenni sono nella mia stessa situazione, cioè: hanno dei genitori responsabili.
Le ragazze “mocciane” in effetti sembrano spesso mocciosette che si credono adulte e che continuano a farsi idee sbagliate della vita. E poi: Babi, Niki, Step, Pollo, Pallina e Massi. Ma nomi normali, no? Il dubbio che sorge sul nostro caro Federico è, come fa un uomo di 47 anni a entrare nelle menti delle quattordicenni? Scrivendo qualcosa di totalmente falso, per illuderle che là fuori esiste il Principe Azzurro. Beh, ecco un consiglio da amica: il Principe Azzurro non esiste e nemmeno quello bianco, rosa, verde o arancione. Esistono solo persone che ci fanno stare bene. Le relazioni vanno costruite con amore e pazienza, non c’è nessuno ragazzo che viene e sconvolge il tuo mondo. Non c’è nessun ragazzo che entra nella tua classe, ti prende in braccio e ti porta via. Nella vita reale queste cose non accadono. L’amore è un sogno che un lucchetto non basta a realizzare. Il forever in amore non esiste a quarant’anni, figuriamoci a quattordici!
E poi basta con la storia da Beautiful della migliore amica che ti pugnala alle spalle per stare con il tuo ragazzo! Anche qui, le ragazze mocciane si vede che di amicizia non capiscono nulla e che sono disposte a tutto pur di predersi uno straccio di fidanzato.
Io penso che Federico sia seguito da ragazze che di libri non capiscono granché, che non hanno aperto mai nessun libro oltre ad uno suo, perché gli altri non sono di moda (perché ormai anche i libri seguono la moda). E vedere ragazzine in giro che si fanno chiamare “bimbette sexy”, non è uno spettacolo esaltante, a mio parere.
Per questo secondo me, “Amore 14” sconvolge le menti adolescenziali e induce a pensare che la prima cosa che ti capita di “diverso” con un maschio è subito amore. Esiste l’amore a prima vista a quattordici anni? Che tipo di persona bacia il primo che gli capita? Chi viene tradita dalla propria migliore amica? Forse qualcuno che non sa riconoscere l’amicizia vera.
Questo libro in fondo parla proprio di questo: amiche false e falsi amori.
È questo che ci vuole insegnare Moccia? Lui è un leader e le ragazzine le sue seguaci. Quale sarà la sua prossima mossa? Quale altra mente è pronto a corrompere?
Una cosa è certa, l’unica cosa che mi piace del film “Amore 14” è la colonna sonora di Alessandra Amoroso.