— AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAHHHHHHHHHHHHHHHHH!!!
(L’assalto degli Unni).
— BUONGIORNO! — mi grida la maestra.
— BUONGIORNO!... Sono sempre così “euforici”?
— Lasciamo stare… — risponde, e poi, rivolta alla classe: — INSOMMA, BASTA!
(Le grida si attenuano un po’).
— Buongiorno bambini e benvenuti — comincio. — Allora, potete visitare la libreria in lungo e in largo...
— Davide, STAI ZITTO!
— …potete prendere tutti i libri che volete, sfogliarli, leggerli...
— HO DETTO SILENZIO! ANDREA!
— …portarli sui tappeti e mettervi comodi, a patto che poi...
— ALICE! DEVO FARE L’APPELLO?
— …li rimettiate a posto.
(Utopia).
— SE NON LA FINITE, VI RIPORTO A SCUOLAAA! — grida la maestra.
Io continuo imperterrita: — I libri non si calpestano, non si lanciano e non si strappano. In libreria non si corre e non si grida (…). Se volete aiuto, mi trovate qui. Tutto ok?
— AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAHHHHHHHHHHHHHHHHH!!!
— Ok.
— B-u-o-n-g-i-o-r-n-o S-i-g-n-o-r-a ! — coretto.
(Fico… parlano in coro e sono una “signora”…)
— Buongiorno bambini e benvenuti.
— G-r-a-z-i-e S-i-g-n-o-r-a! — coretto.
(Incredibile… addestrati! Devo darmi un tono).
— Dunque, potete girare per la libreria in lungo e in largo, potete prendere tutti i libri (un bambino alza la mano) che volete, sfogliarli, leggerli (altre due mani alzate), portarli sui tappeti e mettervi comodi, a patto che poi li rimettiate a posto (cinque mani!). I libri non si calpestano, non si lanciano e non si strappano (ormai quasi tutti hanno la mano alzata e la protendono verso l’alto, tesissima!). In libreria non si corre e non si grida. Se volete aiuto, posso stare con voi oppure mi trovate qui —prendo fiato, in preda all’ansia — E adesso ditemi, avete qualche domanda?
— Io ho 20 euro! — dice uno.
— Bravo, così potrai scegliere i libri che più ti piacciono.
— Possiamo comprare i libri? — chiede un’altra.
— Certo. Potete leggerli, sceglierli e comprarli.
— Mamma dice che i soldi non si devono sprecare. Mi ha dato 50 euro.
(Wow).
— Ha ragione. Se ti ha dato il permesso di comprare dei libri bene, altrimenti puoi sempre tornare domenica con lei, giusto?
(Me la sto cavando bene!).
— Quel signore su quel libro assomiglia al mio giardiniere! — interviene un altro.
(Wow).
— Ma che bello. E adesso penso che possiate cominciare il giro, ok?
— G-r-a-z-i-e, S-i-g-n-o-r-a! — coretto.
— Scusi, signora — (trent’anni e non sentirli) — mi leggi il prezzo di questo libro?
— Certo tesoro, quanti anni hai?
— Cinque.
— Ascolta, costa 8 euro e cinquanta.
— Bastano questi? (monetina da 2 euro)
— Oh, purtroppo no… ma chiedi alla maestra se ha previsto altri modi per acquistarvi i libri…
— Maestra, posso comprarlo?
— No, bella, oggi non si compra niente. I vostri genitori già è tanto che hanno pagato il pullmann, figuriamoci se hanno messo due lire per i libri!
(So’ soddisfazioni...)
Un bambino carico di libri mi viene incontro.
— Signora, guarda. Questo è per mio fratello, questo per mio cugino e questo per il mio amichetto Simone.
— Bene, ma per te?
— Ho finito i soldi…
— Allora puoi fare così: a tuo fratello, a tuo cugino e al tuo amichetto lo comprerai un’altra volta, ora scegli qualcosa per te visto che sei qui, non è meglio?
— Mmmm… no, meglio di no. Tanto a me non mi piace leggere.
Arriva un bambino in cassa, avrà sui dieci anni. Mi porge un segnalibro fotografico ma girato a faccia in giù. È agitato e imbarazzato.
Lo giro per passare il codice e vedo che si tratta del dipinto della Maja Desnuda di Goya.
Lui diventa ancora più rosso.
Lo imbusto, glielo passo, ma l’amico sveglio ha visto tutto, glielo leva di mano e… risate e prese in giro a non finire.
Lui arrossisce fino ai capelli. Se lo riprende e scappa via…
Che l’arte vinca sulla pornografia?
— Signora, senti, ce l’avete i libri finissimi?
— In che senso, finissimi?
— Quelli piccoli, con poche pagine.
— Maestra, che bello! Restiamo qui per sempre???